Gemma #99: "speciale origine del male fisico" puntata #9: può esistere un Sommo Male?

Quanto detto nella puntata precedente permette di affermare che non possono esistere due entità divine e, di conseguenza, nemmeno un principio del male accanto a quello del bene. Tommaso si spinge anche ad esaminare espressamente l’ipotesi dell’esistenza di un Sommo Male, ponendola ad esempio in questo modo: «Tutto ciò che è per partecipazione si riconduce a quello, che è per essenza. Ora, le cose che tra noi sono cattive non sono cattive per essenza, ma per partecipazione. Dunque si deve trovare un sommo male per essenza, che sia la causa di tutti i mali». Di particolare interesse anche quest’altro argomento: «Nelle cose, come si trova il bene e il meglio, così pure si trova il male e il peggio. Ma il bene e il meglio si denominano così in rapporto a un ottimo. Quindi il male e il peggio si denomineranno in rapporto a un sommo male».
Alla luce di ciò che è stato detto fin qui si possono agevolmente comprendere le principali obiezioni che l’Aquinate oppone all’esistenza di un Sommo Male:
- ogni ente in quanto tale è buono e il male, come privazione di un bene dovuto, non ha altro soggetto che un bene (si ha l’organo della vista senza la cecità, ma non viceversa) e dunque non ha un’entità propria: nulla, dunque, è cattivo per essenza;
- come si è visto nella terza puntata il male, pur diminuendo il bene, non può mai distruggerlo completamente: se dunque un bene rimane sempre non può esistere una cosa assolutamente cattiva;
- il male traendo origine da determinate cause (come si vedrà nel dettaglio nella prossima puntata) non può essere un primo principio incausato: considerando solo le cause di effetti particolari e dimenticando la causa universale di tutto ci si può erroneamente convincere che un ente sia cattivo in se stesso se è nocivo a qualche cosa, «come se uno dichiarasse cattiva la natura del fuoco, perché ha bruciato la casa di un povero».
Tommaso può così sciogliere le due difficoltà riportate all'inizio: nessun essere «è chiamato male per partecipazione, ma per la privazione di una partecipazione. Quindi non si può ricondurre a qualche cosa che sia male per essenza»; se ogni bene aumenta avvicinandosi al Sommo Bene, ogni male cresce non avvicinandosi a un presunto Sommo Male ma semplicemente – in quanto privazione di bene – allontanandosi dal Sommo Bene.
Ecco perché Clive Staples Lewis ritiene «che dopo il cristianesimo il dualismo sia la visione più virile e sensata che ci viene proposta. Ma ha un punto debole»: il cristianesimo «si avvicina al dualismo molto più di quanto si pensi. […] Per il cristianesimo, come per il dualismo, il nostro universo è in guerra. Ma per il cristianesimo non si tratta di un conflitto tra potenze indipendenti, bensì di una guerra civile, di una ribellione: e noi viviamo in una parte dell’universo occupata dal ribelle. Territorio occupato dal nemico: ecco cos’è questo mondo. Il cristianesimo è la storia di come il re legittimo è sbarcato – sbarcato, potremmo dire, in incognito – e ci chiama tutti a partecipare a una grande campagna di sabotaggio».


Puntata #1 del 18 novembre.
Puntata #2 del 21 novembre.
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Puntata #4 del 27 novembre.
Puntata #5 del 30 novembre.
Puntata #6 del 3 dicembre.
Puntata #7 del 6 dicembre.
Puntata #8 del 9 dicembre.
Prossima puntata #10 (di 12) il 15 dicembre.

Fonti:
CLAVELL L., PÉREZ DE LABORDA M., Metafisica, Edusc, Roma 2006, p. 240.
LEWIS C. S., Il cristianesimo così com’è, Adelphi, Milano 2011 (traduzione dell’opera del 1942-1944 e 1952), pp. 68-72.
TOMMASO D'AQUINO, Il male, 1, 1, ad 13 (traduzione dell'opera del 1266-1267).
ID., Somma contro i gentili, III, 15 (traduzione dell'opera del 1259-1264).
ID., Somma teologica, I, 49, 3, arg. 3-4, co. e ad 3-4 (traduzione a cura dei Domenicani italiani dell'opera del 1266-1273).