Gemma #106: le profezie messianiche


Continuiamo a seguire i passi di Vittorio Messori in Ipotesi su Gesù. Dopo aver ripercorso nelle Gemme 103104 e 105 alcune particolarissime caratteristiche del popolo d'Israele e del suo Dio è ora il momento di concentrarsi sulle cosiddette "profezie messianiche".
Nota l'autore del testo citato: «Budda, Confucio, Lao-Tse, Maometto, tutti gli iniziatori di religioni sono storicamente degli isolati. Appaiono cioè senza che la tradizione religiosa precedente li annunci. Gesù è invece il punto centrale di uno slancio di attesa […] che lo precede; e di uno slancio di adorazione che lo segue». Charles Péguy, ne Il mistero dei santi innocenti, aveva espresso questa stessa considerazione con un'immagine poetica: «E tutto l’antico testamento va verso Giovanni il Battista e verso Gesù. Ma tutto il nuovo testamento viene da Gesù. È come una bella volta che sale dai due lati verso la chiave di volta. E Gesù è la chiave di volta». 
Blaise Pascal riteneva che «per provare Gesù Cristo noi abbiamo le profezie, che sono prove solide e palpabili»: certo, «non sono tali da potersi dire assolutamente convincenti [n.d.r.: il principale rischio è ovviamente quello di "forzare" i testi, cosa che ad esempio sembra a volte fare il Vangelo di Matteo: cfr. 27,9-10]. Ma sono tali che non si può affermare che il crederci significa mancare di ragione». E, tra l'altro, in quanto cristiani - notava sempre Pascal - «abbiamo a nostro favore il popolo meno sospetto a favorirci, e il più esatto e zelante che si conosca verso la sua legge e i suoi profeti, che egli ci trasmette incorrotti; cosicché quelli che hanno rifiutato e crocefisso Gesù Cristo, il quale è stato uno scandalo per essi, sono proprio coloro che trasmettono i libri i quali attestano di lui e nei quali si legge che sarà rifiutato e sarà di scandalo». Si può aggiungere che si tratta di opere incontestabilmente anteriori (spesso di molti secoli) alla nascita di Cristo e contenenti passi interpretati come annunci messianici da ampia parte della letteratura rabbinica ancor fino al X secolo!
Nei prossimi post esamineremo alcune di queste profezie messianiche (qualche anno fa ne erano già state analizzate due - Gen 3,15 e Is 7,14 - e si era affrontato il tema della grande attesa del Messia d'Israele): per ora basti rilevare che è molto arduo ogni tentativo di ricollegare le profezie che vedremo ad altri uomini. Un motivo pare la presenza di indubitabili contraddizioni tra le stesse: «Gesù - nota ancora Messori - concilia nel suo destino le contraddizioni del vaticinio messianico. Da un lato, infatti, l'Antico Testamento profetizza al Messia gloria immensa. D'altro lato, sono annunciati per lui anche umiliazioni e dolori. Il destino, appunto, che solo nel Cristo si sarebbe realizzato».

Fonti:
DANIÉLOU J., Saggio sul mistero della storia, Morcelliana, Brescia, 2012 (III edizione, traduzione dell’opera del 1953), p. 153.
MESSORI V., Ipotesi su Gesù, SEI, Torino 1976, pp. 64, 79 e 84.
OSSANDÓN WIDOW J. C., Introduzione generale alla Sacra Scrittura, Edusc, Roma 2018, pp. 92-93.
PASCAL B., Pensieri e altri scritti (a cura di AULETTA G.), Mondadori, Milano 2018 (traduzione dell'opera del 1670), nn. 547, 564 e 571; cfr. inoltre nn. 617, 630-631, 641, 663, 684, 691, 706, 710, 727, 736-737, 740, 745, 750, 760-761, 838 e 843.
PÉGUY C., Lui è qui (pagine scelte a cura di RONDONI D., CRESCINI F.), Rizzoli, Milano 1997 (traduzione di opere scritte tra il 1901 e il 1914), p. 377.
SOCCI A., Indagine su Gesù, Rizzoli, Milano 2008, pp. 157 e 249-253.
TANZELLA-NITTI G., Blaise Pascal e il progetto apologetico delle Pensées (1662). A 350 anni dalla sua morte, in “Annales theologici”, 26, 1 (2012), pp. 42-43.