Gemma #104: la santità del Dio di Israele (con omaggio a Vittorio Messori)


Oggi, festa di santa Gemma Galgani, "Gemme cristiane" compie 4 anni: grazie di cuore a tutti gli amici che seguono il blog!
Il mese scorso avevo affrontato l'enigma dell'inspiegabile monoteismo di Israele, vero e proprio unicum nel panorama religioso del mondo antico. E ciò seguendo i passi del più grande apologeta cattolico dei nostri tempi, Vittorio Messori, che la sera di Venerdì Santo 3 aprile 2026 ci ha lasciato a quasi 85 anni. Tra le sue opere di maggiore successo figurano Patì sotto Ponzio Pilato?, Dicono che è risorto e naturalmente il suo primo lavoro, Ipotesi su Gesù, dedicato alla storicità dei vangeli, bestseller che da cinquant'anni - uscì nel 1976 - ha venduto oltre 1 milione di copie solo in Italia ed è stato tradotto in circa 30 lingue diffondendosi in tutto il mondo. Devo molto a Messori, da "razionalista mangiapreti" a straordinario cercatore della verità... sulle orme di Blaise Pascal: bellissimo il ricordo scritto da Riccardo Caniato in queste righe
Proseguiamo ora il discorso circa il singolare «Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe» (cfr. Es 3,16) che ci presenta la Bibbia: oltre all'unicità spicca con tutta evidenza un'altra sua distintiva caratteristica. 
Scrive Messori in Ipotesi su Gesù: «Si badi poi che il Dio d'Israele non è solo unico e universale. È un Dio etico, un Dio “morale”, la cui cura suprema è la santità e la giustizia. […] Al politeismo di dèi rappresentati con vizi e virtù dell'uomo, dèi che concedono favori o si adirano obbedendo solo al capriccio, Israele oppone il suo Dio, ancora una volta radicalmente “diverso”». In una parola: «santo» (Lv 19,2). Già Pascal rilevava che la legislazione di Israele è la più severa e rigorosa di tutte per quanto riguarda il culto. 
Un'idea tanto elevata del divino sorprende ancor più se paragonata al mediocre sviluppo del popolo di Israele in ogni altro settore: «concezione di Dio - nota sempre Messori - che supera infinitamente quella delle genti contemporanee, mentre queste sopravanzano gli ebrei in ogni altro campo. Primato indiscusso d'Israele nella visione religiosa e sua inferiorità patente nelle arti, nelle filosofie, nel diritto, nelle tecniche; in tutto il resto».
I passi biblici dai quali emerge quanto rilevato sono innumerevoli: un esempio tra i più evidenti è il fermo divieto dei sacrifici umani da parte del Dio di Israele, abominevole contagio - simile a quello dei culti della fecondità (leggasi sessualità) - che Israele è spesso tentato di subire dai popoli vicini (cfr. Lv 18,21; 20,2-5; Dt 12,31; 18,10; 2 Re 16,3; 21,623,10; Ger 7,31; 19,532,35; Ez 16,21), confermato anche dall'esito del famoso episodio - già citato su questo blog - del "sacrificio di Isacco", suprema prova di Abramo (cfr. Gen 22,1-19). 
A proposito di sacrifici umani sono tanto illuminanti quanto agghiaccianti le pagine che lo stesso Messori dedica, in Pensare la storia, a quelli praticati dagli aztechi prima dell'arrivo degli europei in America: ma questa è un'altra storia (per ricevere copia di tali pagine scrivimi, ad esempio tramite il modulo di contatto qui sotto).

Fonti:
BOTTA M., LONARDO A., Le domande grandi dei bambini. Itinerario di prima Comunione per genitori e figli. 2. Dal segno della croce alla Confessione, Itaca, Castel Bolognese 2017, pp. 55-56.
KELLER W., La Bibbia aveva ragione, Garzanti, Milano 1956 (traduzione dell’opera del 1955), pp. 239-244.
La Bibbia di Gerusalemme, EDB, Bologna 1985, pp. 239-240.
MESSORI V., Ipotesi su Gesù, SEI, Torino 1976, pp. 71-72.
ID., Pensare la storia. Una lettura cattolica dell’avventura umana, San Paolo, Cinisello Balsamo 1992, pp. 651-654.
PASCAL B., Pensieri e altri scritti (a cura di AULETTA G.), Mondadori, Milano 2018 (traduzione dell'opera del 1670), n. 620.
WALLACE L., Ben Hur, Newton Compton, Roma 2016 (traduzione dell’opera del 1880), pp. 87-88.