Anzitutto giusto due parole su tale opera, prese in prestito dal biblista Jean Louis Ska: il libro di Daniele è «l'unico vero testo apocalittico nella variegata biblioteca nazionale d'Israele» ed è «stato scritto in un periodo di persecuzioni, sotto il regno dei Seleucidi di Siria (200 - 142 a. C.), verso il 160 a. C.».
Nei primi sei capitoli del libro troviamo dei racconti ambientati molto più indietro nel tempo, nell'epoca caldea (neo-babilonese): tra questi, nel secondo capitolo, si narra di un sogno del re Nabucodonosor che trova nel giovane Daniele l'unico interprete.
Ecco il contenuto del sogno: «Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d'oro puro, il petto e le braccia d'argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d'argilla. Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma senza intervento di mano d'uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e d'argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l'argilla, il bronzo, l'argento e l'oro e divennero come la pula sulle aie d'estate; il vento li portò via senza lasciare traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta la terra» (Dn 2,31-35).
Ed ecco l'interpretazione fornita da Daniele: «Tu, o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria […]: tu sei la testa d'oro. Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra. Ci sarà poi un quarto regno, duro come il ferro: come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto». A questo punto «il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per intervento di una mano, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l'argilla, l'argento e l'oro» (Dn 2,37-40.44-45).Perchè questa visione può essere considerata profezia dell'avvento del Messia? Come nota Vittorio Messori, «un piccolo sasso distrugge, rotolando, la statua quadriforme che simboleggia (com'è detto espressamente nel testo) i quattro imperi che avrebbero preceduto il regno di Cristo. Secondo un'interpretazione, quegli imperi sono il Neobabilonese, il Medo, il Persiano e il Greco […]. Un'altra interpretazione raggruppa i regni Medo e Persiano in uno solo, identificando il quarto regno con quello Romano».
Si pensi allo sviluppo storico bimillenario dell'annuncio cristiano: un "piccolo sasso" (come il piccolo granellino di senapa descritto nei vangeli: cfr. Mt 13,31-32; Mc 4,30-32; Lc 13,18-19) capace di "stritolare" (cfr. Mt 21,42-44; Lc 20,17-18) "una statua enorme" sino a diventare una "grande montagna", destinata a "riempire tutta la terra", a "durare per sempre"...
Dal crollo del mondo antico, passando per tre secoli fitti di persecuzioni (senza contare quelle successive), chi è sopravvissuto, l'Impero Romano o la Chiesa?
A Napoleone che minacciava di distruggere il papato e la Chiesa intera - racconta un aneddoto - il Cardinal Consalvi, Segretario di Stato di Pio VII, avrebbe risposto: «A distruggere la Chiesa non ci siamo riusciti noi preti, coi nostri errori e le nostre debolezze, in diciotto secoli, e pretendereste di riuscirci voi, da solo, in pochi anni?».Fonti:
La Bibbia di Gerusalemme, EDB, Bologna 1985, p. 1917.
MESSORI
V., Ipotesi su Gesù, SEI, Torino 1976, p. 103.
SKA J. L., L'Antico Testamento spiegato a chi ne sa poco o niente, San Paolo, Cinisello Balsamo 2011, p. 161.
SOCCI
A., Indagine su Gesù, Rizzoli, Milano 2008, pp. 131-136.
